CRPC 30
Trent’anni di futuro
Pratiche culturali per abitare il presente
Il CRPC – Corso di perfezionamento Responsabile di Progetti Culturali compie trent’anni.
Due giorni di incontri, pratiche e conversazioni sul presente e il futuro della cultura.
Per fermarci, stare insieme e guardarci intorno.
Un mestiere che cambia: dentro e fuori
Il/la progettista culturale opera in un mondo sempre più polarizzato e frammentato. Deve saper leggere la complessità, assumersi responsabilità, reinventare strumenti e alleanze e scongiurare il rischio di burnout. CRPC 30 è uno spazio per riflettere insieme ed esplorare criticità e sfide di cui si parla ancora troppo poco.
Un laboratorio collettivo,
non una conferenza
Un giorno e mezzo costruito a partire dall’idea che le risposte più interessanti emergano dal confronto e dall’incontro: generazioni diverse, gruppi di lavoro, dubbi condivisi, storie da raccontare. Esperti/e e artisti/e aiuteranno ad aprire le domande; il resto lo costruiamo insieme.
Per la community CRPC
e per chi opera nella cultura
Trent’anni, centinaia di operatori e operatrici culturali formati, oggi attivi in istituzioni, reti, imprese, in Italia e in Europa.
Se hai fatto parte di questo percorso, questo anniversario è prima di tutto un’occasione per festeggiare insieme. L’evento è aperto a tutti/e: se lavori nella cultura o sei una voce curiosa, usciti a noi!
Il programma
Venerdì 26 mattina
10:00 – 10:30
Accoglienza e welcome coffee
10:30 – 11:00
Sessione di benvenuto
La giornata si apre con i saluti istituzionali e un intervento di presentazione dedicato alle origini del CRPC: il contesto culturale in cui è nato, le domande che lo hanno reso necessario e i principi che ancora oggi ne attraversano l’identità. Un momento per rileggere il percorso di questi trent’anni guardando alle sfide del presente.
11:00 – 11:45
Formare nel presente, immaginare il futuro
A trent’anni dalla nascita del CRPC, vogliamo continuare a mettere al centro i bisogni di operatori e operatrici. Questa conversazione esplora come ripensare modelli, linguaggi e dispositivi formativi per restare rilevanti oggi, affinché la formazione non si limiti a trasmettere strumenti ma possa accompagnare reali trasformazioni.
12:00 – 13:30
Progettare cultura tra tensioni e responsabilità
In un mondo sempre più polarizzato, dove attenzione, emozioni e immaginari sono continuamente contesi, quale ruolo ha oggi chi progetta cultura? Ogni progetto implica scelte: cosa raccontare, chi coinvolgere, quali spazi di espressione aprire. A partire da prospettive diverse, questa sessione interroga responsabilità, libertà e implicazioni del lavoro culturale oggi.
13:30 – 14:30
Pranzo
Uno spazio di decompressione per rilassarsi, mangiare, continuare a conversare e alimentare il wall di pensieri condivisi.
Venerdì 26 pomeriggio
14:30 – 15:00
Non semplici parole: pratiche artistiche per abitare il presente
In un evento dedicato alla progettazione culturale, era necessario fermarsi e lasciare spazio all’arte. Non come intermezzo, ma come pratica capace di leggere il presente, mettere in discussione lo sguardo e aprire possibilità. Un intervento artistico per attraversare i temi dell’incontro in modo diverso.
15:00 – 17:45
Cinque conversazioni
necessarie
Il pomeriggio si articola in cinque tavoli paralleli dedicati ad alcune tensioni che attraversano oggi il lavoro culturale. Non panel o lezioni frontali, ma spazi di confronto facilitato in cui mettere in comune esperienze, dubbi, pratiche e prospettive diverse.
A partire da uno stimolo iniziale, ogni conversazione lascerà spazio allo scambio tra partecipanti, nella convinzione che oggi progettare cultura significhi anche imparare a leggere la complessità senza ridurla, prendere posizione senza semplificare e costruire visioni collettive per orientarsi in un presente accelerato, interconnesso e a volte opaco.
Tavolo 1
Abitare la complessità
Come l’arte può aiutarci a leggere il presente?
In che modo l’arte ci aiuta a leggere un presente sempre più digitale, complesso e saturo di narrazioni contrapposte? Può offrire orientamento o generare disorientamento, aprire possibilità o incrinare certezze. Una conversazione per interrogarsi su come le pratiche artistiche possano ancora spostare lo sguardo, metterci in discussione e attraversare le tensioni del presente senza semplificarle.
Tavolo 2
Quando le parole si logorano
Perché inclusione, cura e partecipazione diventano terreno di conflitto
Cosa accade quando parole come inclusione, diversità, partecipazione o cura si usurano? Nel momento in cui diventano slogan, terreno di scontro o strumenti identitari, il rischio è perdere anche ciò che rappresentano. Una conversazione per interrogarsi su cosa si è incrinato — e su come restituire senso al linguaggio del lavoro culturale.
Tavolo 3
Progettare ai margini
Come cambia questo lavoro quando si opera fuori dai centri?
Come cambia il lavoro culturale quando si opera in territori periferici, fragili o a tessuto rarefatto? Concetti come sostenibilità, impatto o audience development assumono qui significati diversi, più instabili e situati. Una conversazione su pratiche di resistenza, ritorno e reinvenzione e su cosa possono insegnare al lavoro culturale nel suo complesso.
Tavolo 4
Punti di contatto
Come istituzioni e scena indipendente possono incontrarsi?
Grandi istituzioni e scena indipendente condividono spesso gli stessi territori, ma raramente gli stessi spazi di lavoro. Eppure le possibilità di collaborazione esistono: risorse, pubblici, visioni, competenze. Una conversazione per interrogarsi su cosa rende difficile questo incontro — e su quali condizioni possano renderlo davvero possibile, senza appiattire le differenze.
Tavolo 5
Collaborare senza farsi addomesticare
Lavorare con altri settori senza perdere la forza del fare artistico
La cultura genera innovazione e dialoga sempre più spesso con altri mondi: welfare, educazione, salute, impresa, tecnologia. Ma come si costruiscono queste collaborazioni senza ridurre il lavoro artistico a semplice funzione o strumento? Una conversazione su possibilità, ambiguità e nuove alleanze, per valorizzare il potere trasformativo della cultura senza snaturarne la specificità.
17:45 – 18:30
Decompressione collettiva
Uno spazio aperto per rallentare, attraversare le tracce lasciate dai tavoli di lavoro, continuare conversazioni iniziate altrove o semplicemente sostare. Tra appunti, installazioni partecipative e incontri informali, il foyer diventa un’estensione del confronto collettivo.
Dalle 19:30
Out of Office – ai Murazzi
A conclusione della giornata ci spostiamo ai Murazzi per un momento informale tra musica, vino e conversazioni che continuano fuori dai tavoli di lavoro. Un’occasione per ritrovarsi, incontrare persone nuove e festeggiare insieme i trent’anni del CRPC.
Sabato 27 mattina
9:30 – 10:00
Prima di ricominciare
La seconda giornata si apre con una pratica performativa collettiva che invita i partecipanti ad attivarsi, attraversare lo spazio e ritrovare una dimensione condivisa del corpo e dell’ascolto. Un momento per iniziare la mattina in modo diverso, lasciando che movimento, relazione e presenza preparino il terreno alle conversazioni della giornata.
10:00 – 12:45
Quando le organizzazioni cambiano più lentamente delle persone che le abitano
Le persone cambiano. Le organizzazioni molto meno. Tra burnout, convivenza tra generazioni diverse e accelerazione dei cambiamenti, quali modelli organizzativi possono sostenere maggiore adattabilità, apprendimento reciproco e benessere, senza alimentare autosfruttamento e iper-performatività? Dopo una conversazione plenaria, la sessione prosegue in gruppi per esplorare pratiche, dubbi e possibilità di cambiamento nelle organizzazioni culturali.
13:00 – 13:30
Prima di salutarci
Un ultimo momento collettivo per tornare sulle conversazioni emerse durante l’evento, salutarsi e celebrare insieme la conclusione del percorso della classe CRPC 2024/25. Perché alcune domande meritano di restare aperte — e alcune comunità di continuare a ritrovarsi.
Informazioni pratiche
SEDE DELL’EVENTO
Tedacà Teatro Bellarte
Via Ludovico Bellardi, 116
10146 Torino (TO)
Orari
Venerdì 26 giugno: dalle 10:00 – 18:30 + aperitivo e musica live
Sabato 27 giugno: 9:30 – 13:30
Come arrivare
In metro: Linea 1, fermata Massaua (poi 10 min a piedi o bus 62, VE1 fermata Bianchi)
In bus: Linea 40 fermata Bianchi Est , Linea 13 fermata Campanella, Linea 65 fermata Parella-Via Servais
In auto: Parcheggio disponibile nelle vie limitrofe
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