Accessibilità Toolkit
07/11/2025

Inclusive Design: cos’è e come adottarlo Un toolkit di Microsoft per guidare un approccio progettuale centrato sulle persone

L’Inclusive Design è una metodologia per progettare esperienze fruibili dal maggior numero possibile di persone, indipendentemente da disabilità, limitazioni temporanee, situazionali o altre differenze.
inclusive design
Scritto da / Segnalato da Maria Chiara Ciaccheri

L’Inclusive Design di Microsoft è oggi uno dei riferimenti più autorevoli per chi considera l’equità un presupposto progettuale. Si articola in tre guide principali:
1. Inclusive Design Toolkit: il primo documento presenta un insieme di strumenti introduttivi per definire i principi per riconoscere l’esclusione, imparare dalla diversità e progettare “per uno per estendere a molti”;
2. Inclusive Design Practice: il secondo documento è dedicato ai processi organizzativi e alla cultura del design e aiuta a tradurre i principi in pratiche e policy;
3. Inclusive Design for AI: il terzo documento, pubblicato nel 2024 sotto la guida della designer Katy Holmes, esplora come l’intelligenza artificiale stia cambiando il modo di pensare la diversità e il ruolo delle persone nei sistemi tecnologici.
Tutte e tre insieme, le guide compongono un percorso che intreccia riflessione critica e strumenti pratici utili alla progettazione culturale, offrendo una visione del design dinamica e sempre attuale.

Ci ha colpito perché

L’Inclusive Design rende concreto un concetto spesso frainteso: l’accessibilità come modo di progettare per le persone e non come insieme di soluzioni tecniche. Propone strumenti utili come le spectrum personas, che sostituiscono le categorie rigide con rappresentazioni più realistiche e fluide della diversità umana. Le persone non sono definite da etichette o capacità, ma da situazioni che cambiano nel tempo e influenzano il modo in cui si interagisce con l’ambiente. Introduce anche la nozione di mismatch, cioè la distanza tra ciò che un progetto prevede e le modalità con cui le persone si muovono, percepiscono o comprendono. Non è la persona a essere limitata, ma il progetto a non essere allineato con le sue modalità di interazione. Ogni esclusione, in questa prospettiva, è una scelta progettuale che può essere modificata.
Le guide spostano l’attenzione dal “fare per” al “progettare con”, suggerendo un approccio attento alla varietà delle esperienze. Secondo questo approccio, la comunicazione multilivello, le esperienze multisensoriali e la co-progettazione diventano imprescindibili.

Perché può esserti utile

È una lettura utile per chi lavora nella progettazione culturale e vuole restituire maggiore consapevolezza a chi è coinvolto nel processo. Offre strumenti e linguaggi per discutere di accessibilità all’interno dei team, per riconoscere i punti di attrito e trasformarli in occasioni di miglioramento. Aiuta a pensare l’esperienza come un continuum in cui le differenze si integrano. Può servire come base per sviluppare policy, percorsi formativi o strategie più accessibili e anche per rivedere concretamente come si raccontano e si costruiscono le esperienze con i pubblici.

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