Dati e strategia: quanto è pronta la tua organizzazione? Il Data Governance Toolkit di UNESCO per valutare la maturità nella gestione strategica dei dati
Il Data Governance Toolkit: Navigating Data in the Digital Age è stato sviluppato dal Working Group on Data Governance della Broadband Commission for Sustainable Development, co-presieduto da UNESCO, International Telecommunication Union (ITU), United Nations Development Programme (UNDP) e African Union Commission. Lanciato ufficialmente durante il World Summit on Information Society (WSIS)+20 High-Level Event di Ginevra nel luglio 2025, rappresenta uno sforzo collaborativo che ha coinvolto governi, organizzazioni internazionali, leader del settore privato e società civile.
Il toolkit offre un approccio pratico per costruire una governance dei dati efficace, inclusiva e orientata al futuro. Non si tratta di un manuale tecnico rivolto esclusivamente a esperti IT, ma di uno strumento di riflessione strategica che guida le organizzazioni attraverso domande fondamentali: Why? (perché governare i dati?), How? (come strutturare la governance?), Who? (chi ha quali responsabilità?) e What? (quali sono le priorità specifiche?). Sebbene pensato principalmente per enti pubblici e regolatori, il documento si presta molto bene a essere adattato da organizzazioni culturali di ogni dimensione.
Ci ha colpito perché
Quello che rende questo toolkit particolarmente interessante è il suo approccio accessibile e non tecnicistico. Spesso la governance dei dati viene percepita come una questione puramente informatica, relegata agli uffici IT o a consulenti specializzati e questo strumento ribalta la prospettiva: mette in luce come la gestione dei dati non sia principalmente un fatto di software o di infrastrutture tecnologiche, ma di strategia, ruoli organizzativi, processi decisionali e cultura istituzionale.
Non è un manuale tecnico, ma uno strumento di riflessione pratica.
Include un modulo di self-assessment che può essere prezioso per avviare una riflessione all’interno delle organizzazioni, è abbastanza semplice da usare anche per chi non ha competenze tecniche avanzate, è ed sufficientemente strutturato da stimolare conversazioni strategiche tra direzione, staff operativo e partner. Aiuta a mappare lo stato attuale della governance dei dati nell’organizzazione, identificando punti di forza, lacune e priorità di intervento. In questo senso funziona non solo come strumento di valutazione, ma anche come spunto per avviare un processo di cambiamento organizzativo.
Atro aspetto interessante è la dimensione internazionale e multistakeholder del progetto: il toolkit è frutto di un processo collaborativo che ha coinvolto attori molto diversi – dalle agenzie ONU alle autorità di regolamentazione nazionali, dai rappresentanti del settore privato agli esperti della società civile – con l’obiettivo di accogliere raccomandazioni bilanciate, realistiche e applicabili in contesti molto differenti.
Perché può esserti utile?
Perché rappresenta un punto di partenza strategico per riflettere sulla maturità della tua organizzazione nella gestione dei dati. Molte istituzioni culturali raccolgono grandi quantità di informazioni – dai dati sui visitatori alle informazioni sulle collezioni, dai feedback del pubblico alle metriche digitali, etc… – ma spesso questi dati rimangono frammentati, non governati in modo sistematico, o addirittura sottoutilizzati.
Il toolkit può aiutarti a:
- capire se la tua organizzazione ha una governance dei dati chiara o se le informazioni restano frammentate tra diversi uffici, sistemi e persone senza una visione d’insieme;
- definire responsabilità e priorità in modo strutturato, identificando chi dovrebbe fare cosa nella raccolta, gestione, analisi e protezione dei dati;
- avviare un dialogo interno più consapevole, fornendo un linguaggio comune accessibile anche a chi non ha background tecnico, facilitando la comprensione reciproca tra direzione, staff amministrativo, operatori culturali e partner tecnologici;
- allinearsi con standard e buone pratiche internazionali sulla privacy, la sicurezza dei dati, l’interoperabilità e l’uso etico delle informazioni.